Egitto, Mido annuncia il ritiro dal calcio giocato

Non sarà forse la notizia del mese, e nemmeno della stagione calcistica appena terminata, considerando i nomi di ben altro livello che l’hanno preceduto in questa decisione, ma ieri, tramite il suo profilo twitter, Ahmed Mido ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato:

Oggi annuncio il mio addio al calcio giocato. Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto nel corso della mia carriera e, soprattutto, i tifosi egiziani.

In realtà, di Ahmed Hossam Hussein Abdelhamid, detto “Mido”, si erano già perse le tracce da qualche tempo. Una carriera, la sua, mai esplosa davvero dopo il buon inizio tra Gent e Ajax, tra i 17 e i 20 anni. Già ad Amsterdam, però, i primi problemi, con l’allora allenatore Koeman che lo criticava per pigrizia e disinteresse in campo e in allenamento. Poi l’Olympique Marsiglia, le 8 partite in serie A con la Roma e il passaggio al Tottenham. Anche in Inghilterra un discreto avvio e poi il buio, con l’inizio delle cessioni in prestito a ripetizione: nell’estate 2007 viene acquistato dal Middlesbrough per 6 milioni di £ e nei tre anni successivi va in prestito a Wigan, Zamalek, West Ham e Ajax. Difficile che qualcuno se lo ricordi, per fare un esempio, con la maglia degli Hammers. Chi vi scrive sicuramente no.

Nel 2011 ritorna allo Zamalek (Club egiziano dove aveva esordito in carriera) a titolo definitivo, ma resta un solo anno. L’estate scorsa, 2012, riesce a spuntare un contratto con il Barnsley, nella Championship inglese, ma gioca 1 sola partita, entrando dalla panchina, e a gennaio il contratto viene terminato consensualmente per problemi di forma fisica che gli impediscono di reggere ancora il calcio ad alti livelli.

Nel mentre la sua carriera in Nazionale con l’Egitto, vive alti e bassi impressionanti. Marco Tardelli, allora c.t. dei Faraoni, se lo ricorda di certo per averlo praticamente escluso nel 2004 quando, pare, il giocatore aveva dichiarato di essere infortunato e di non poter partecipare a una sfida di qualificazione ai Mondiali 2006: 24 ore dopo era in campo con la Roma in campionato. Escluso per 6 mesi, rientrò nel giro grazie anche all’esonero dell’allenatore italiano, ma alla Coppa d’Africa 2006 litigò con il c.t. Shehata dopo una sostituzione e prese altri 6 mesi di squalifica dalla Federazione. L’Egitto, in seguito, vincerà il torneo continentale sia nel 2008 che nel 2010, ma Mido non sarà in rosa in nessuna delle due occasioni e giocherà le ultime due gare nel 2009, chiudendo con 20 reti in 51 presenze.

Dopo i ritiri di Owen, Scholes, Beckham e tanti altri (quest’anno soprattutto), si ritira un anti-eroe, forse. Un calciatore come ce ne sono molti, che non ha mai risposto alle premesse che lasciava intravedere a inizio carriera, ogni tanto sovrappeso, troppo spesso rissoso o insofferente (chi vi scrive, inoltre, è quasi sorpreso dal fatto che abbia soltanto 30 anni). Ma d’altra parte non si può sempre parlare solo dei fenomeni. E Mido merita il suo spazio perché, bene o male, ce lo ricordiamo tutti. Anche se non per chissà quali meriti.

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Torinese, classe 1983. Da piccolo voleva vedere Wembley e il Maracanã, gli manca ancora il secondo. Toro e Arsenal nel cuore, sta fra un tackle di Gilberto Silva e Tony Adams che chiama il fuorigioco.