MondoPallone Racconta… Stagione pre-Mondiale: sorprese in arrivo?

Il campionato ai nastri di partenza porterà al Mondiale di Brasile 2014. In molti casi, il passato ha riservato sorprese nella stagione prima della manifestazione. Ripercorriamo gli eventi degli ultimi 50 anni.

1962

Il campionato

Il Milan vince il suo ottavo scudetto. Decisivo l’apporto del regista brasiliano Sani, che prende in corsa il posto di straniero lasciato libero dal centravanti inglese Greaves dopo 10 partite.  La Fiorentina perde lo scontro diretto alla 29esima, lasciando strada libera ai rossoneri. La Juventus campione uscente finisce addirittura dodicesima. Bomber della stagione, Altafini (Milan) e Milani (Fiorentina) con 22 reti.

Le convocazioni

La Commissione Federale Mazza-Ferrari porta in Cile una squadra basata sul blocco Milan (7 elementi) e con 4 oriundi: Maschio, Sivori, Altafini e Sormani. A completare la lista dei 22, 4 bolognesi, giocatori che dureranno poco in azzurro (Mattrel e Ferrini) ed un diciottenne Gianni Rivera. In porta Buffon dell’Inter, con Mattrel titolare nella Battaglia di Santiago e Albertosi terzo.

Così al Mondiale

Gli azzurri tornano al Mondiale dopo quella che rimane tuttora l’ultima mancata qualificazione. Prima di arrivare in Cile, la stampa italiana presenta il paese ospitante in modo irresponsabile. Inseriti nel girone proprio contro i sudamericani, gli italiani vengono picchiati sotto gli occhi del vergognoso arbitro Aston, battuti 2-0 e finiscono in 9.  Eliminazione e tutti a casa.

La vergognosa partita contro il Cile
La vergognosa partita contro il Cile

 

 

 

 

 

 

 

1966

Il campionato

L’Inter vinse lo scudetto della stella, staccando il Bologna di 4 punti e il Napoli di 5. Grande protagonista dei nerazzurri è il terzino sinistro Facchetti, autore di ben 10 reti. Sarà l’ultimo titolo per l’Inter di Herrera. Retrocedono Sampdoria, Catania e Varese. Le tre neopromosse Brescia, Napoli e SPAL ottengono la salvezza. Il 35enne brasiliano Vinicio, centravanti del Vicenza, si laurea bomber con 25 centri.

Le convocazioni

I due gruppi maggiori sono ancora quelli formati da interisti e bolognesi, con l’inserimento di alcuni talenti provenienti dagli altri club: tra tutti, l’estrosa ala torinista Meroni ed il regista napoletano Juliano. Rivera, al suo secondo Mondiale, verrà accusato di aver spinto per l’esclusione di Picchi, libero dell’Inter. Ma Edmondo Fabbri puntò su una squadra giovane ed offensiva. I giovani Bertini e Riva, titolari futuri, aggregati come spettatori.

Così al Mondiale

Inghilterra ’66 sarà per sempre ricordato per la sconfitta epocale con la Corea del Nord, maturato per l’infortunio -prevedibile- di Bulgarelli, la rete di Pak doo-Ik e le occasioni sprecate da Perani. A nulla valse la vendetta sul Cile (2-0). Le due sconfitte con URSS e Corea rispedirono a casa gli azzurri. In seguito a tutto ciò, si decise per il blocco agli stranieri per i club.

Il celebre gol di Pak-doo Ik
Il celebre gol di Pak-doo Ik

 

 

 

 

 

 

 

 

1970

Il campionato

Il Cagliari del “filosofo” Scopigno, sorprendente secondo l’anno prima, vince uno scudetto storico grazie ad innesti decisivi e alle 21 reti del capocannoniere Riva. I sardi vincono nonostante la lunga squalifica del proprio tecnico davanti a Inter e Juventus, incassando appena 11 reti. Un record.

Le convocazioni

I campioni d’Italia portano ben 6 uomini in Messico. La stella Gigi Riva arriva al Mondiale con una media-gol in azzurro spaventosa: è atteso quale risposta europea a Pelè. Il C.T. Valcareggi mantiene grosso modo il gruppo campione d’Europa due anni prima con qualche cambio in difesa. Anastasi si fa male e per sostituirlo vengono chiamati due attaccanti. Un uomo è in più: viene tagliato il mediano Lodetti. Episodio squallido che scatena un putiferio. Rivera, di cui Lodetti è fedele scudiero, deve essere convinto a restare.

Così al Mondiale

Le temperature e l’altura risultano nemici degli azzurri: soprattutto Riva (i maligni dicono anche a causa del fumo) non ingrana. Dopo il passaggio del turno viene spazzato via il Messico 4-1, poi la semifinale indimenticabile con la Germania. Un 4-3 storico. In finale, ormai svuotata dall’estenuante partita precedente, l’Italia cede al meraviglioso Brasile di Pelè per 4-1.

 

La targa all'esterno dello stadio Azteca
La targa all’esterno dello stadio Azteca

 

 

 

 

 

 

 

 

1974

Il campionato

La Serie A registra un’altra prima volta, dopo quella del Cagliari nel 1970: è il turno della Lazio guidata in panchina dalla sapiente mano di Maestrelli e sul campo dal travolgente Chinaglia. Il centravanti firma 24 reti che lo portano sul trono dei bomber. La Juventus è seconda a 2 punti, il Napoli terzo a -7. Esordio in A per il Cesena. E’ l’anno dello “Scandalo della telefonata” che coinvolge Foggia e Verona.

Le convocazioni

Valcareggi, ancora in sella sulla panchina azzurra, pecca di troppa riconoscenza nei confronti dei “messicani” , ormai logori. La Lazio tricolore porta Chinaglia, Wilson e Re Cecconi. Quarto Mondiale per Rivera e Albertosi. Per loro, come per altri mostri sacri del calcio italiano, sarà il triste congedo dalla Nazionale.

Così al Mondiale

Dino Zoff arriva in Germania imbattuto da oltre 1000 minuti. Un record che si infrange subito, all’esordio, per opera dell’haitiano Sanon. Con Haiti è 3-1. Chinaglia, sostituito, insulta Valcareggi in mondovisione. Scandalo. Poi nel secondo match con l’Argentina è 1-1. La sconfitta per 2-1 con la Polonia chiude mestamente l’era dei Burgnich, Rivera, Mazzola, Riva. L’Argentina passa con i polacchi per un solo gol in più segnato rispetto agli azzurri.

1978

In campionato

La Juventus di Trapattoni vince il suo secondo titolo di fila ma deve guardarsi dalla sorpresa Vicenza, seconda e con il capocannoniere Paolo Rossi e dal Torino. È il torneo che vede la tragica morte in campo di Renato Curi, centrocampista del Perugia.

Le convocazioni

Il citato Rossi si guadagna la chiamata tra i 22, e con lui molti giocatori delle due torinesi. Soprattutto la Juventus porta la quasi totalità dell’undici titolare. Bearzot sfrutta il blocco e ne beneficia la Nazionale, come vedremo.

Così al Mondiale

Si parte bene con la vittoria per 2-1 sulla Francia. L’Italia chiude a punteggio pieno battendo anche i padroni di casa argentini e l’Ungheria. Bel gioco e gol: gli azzurri convincono. Il successivo gironcino per decidere le finaliste vede una flessione. Zoff subisce duri attacchi per le due reti dalla distanza subite contro l’Olanda. Alla fine, nella finalina per il terzo posto, cediamo anche al Brasile. I complimenti però superano le critiche.

1982

Il campionato

È l’anno del celebre ventesimo scudetto juventino, conquistato a Catanzaro grazie al rigore di Brady. Nei bianconeri rientra a 3 gare dalla fine Paolo Rossi, squalificato per due anni dopo il Calcioscommesse 1980. In sua assenza, si mette in luce un giovane Galderisi. Per il secondo torneo di fila, si laurea re del gol il romanista Roberto Pruzzo. Questo campionato verrà ricordato anche per l’incidente occorso al viola Antognoni che, scontrandosi con il portiere genoano Martina, rischiò di morire. Il numero 10 della Fiorentina si rimise in tempo per il Mondiale.

Paolo Rossi rientra a pochi giorni dal Mundial
Paolo Rossi rientra a pochi giorni dal Mundial

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le convocazioni

Bearzot perse per infortunio Bettega e Ancelotti, ignorò il bomber romanista Pruzzo – portando tra le polemiche Rossi che era appena rientrato da due anni di squalifica – e portò i giovani Baresi e Massaro. Trovò spazio a sorpresa il 18enne interista Bergomi. Per coprire Bettega aspettato fino all’ultimo dal C.T., venne aggregato il cagliaritano Selvaggi.

Così al Mondiale

Arrivato in Spagna tra molti dubbi, il gruppo di Bearzot giocò un deludente girone collezionando tre pareggi e passando il turno in virtù di un misero gol in più rispetto al Camerun. La stampa massacrò la squadra e il “vecio”. Il silenzio stampa cementò il gruppo, che nel girone successivo battè Argentina e Brasile, con il roboante tris di Rossi, a secco fino a quel punto. La semifinale con la Polonia (doppietta di Rossi) fu una formalità. La finalissima del Bernabeu contro la Germania Ovest è ricordata come uno dei momenti simbolo del nostro calcio. Dall’esultanza del Presidente Pertini all’urlo di Tardelli. Finì 3-1 e in tanti, in particolare gli spietati critici della prima ora, salirono sul carro dei vincitori.

1986

Il campionato

Fu l’ultimo scudetto vinto da Trapattoni da tecnico della Juventus. Platini non è più il campione scintillante degli anni precedenti, ma i torinesi puntano su un collettivo di prim’ordine che porta la Signora al titolo che poi mancherà fino al 1995.

Le convocazioni

Bearzot affronta il quadriennio che porta in Messico senza affrontare gare ufficiali perchè ammesso di diritto da campione uscente. Come Valcareggi, si affida forse troppo agli eroi del Mundial. Pruzzo, ancora capocannoniere, è di nuovo fuori dai 22. Il Verona, scudettato a sorpresa l’anno prima, porta Di Gennaro, Tricella e Galderisi. Trovano spazio i giovani Fernando De Napoli (Avellino) e Gianluca Vialli (Sampdoria).

Così al Mondiale

Solo uno Spillo Altobelli in grande spolvero (4 reti nella prima fase) tira fuori le castagne dal fuoco a Bearzot. Una vittoria di misura sui modesti sudcoreani e i pareggi con Argentina e Bulgaria sono un biglietto da visita sbiadito per le gare ad eliminazione diretta: l’Italia crolla subito agli ottavi con la Francia. Finisce l’era di Enzo Bearzot.

1990

Il campionato

Il Napoli di Maradona coglie il suo secondo scudetto: in realtà l’argentino ha già imboccato la parabola discendente ma contribuisce a regalare un altro sogno al San Paolo. Stavolta sulla panchina siede Albertino Bigon, il Milan di Sacchi e del trio olandese deve arrendersi. Anno magico per i club italiani, che conquistano tutte e tre le coppe europee.

Le convocazioni

La sorpresa di Vicini si chiama Schillaci, attaccante della Juventus da pochi mesi in Serie A. 15 reti lo portano a Coverciano. Il C.T. ha plasmato la sua Nazionale affidandosi ai ragazzi da lui cresciuti nell’Under 21. Da Zenga a Maldini, passando per Giannini, Ferrara, Mancini. Il talento della Fiorentina Roberto Baggio si annuncia come possibile carta vincente.

Così al Mondiale

Una delusione che brucia ancora per chi la visse con passione durante le Notti Magiche. Ancor più dei 6 gol di Totò Schillaci capocannoniere, dei suoi occhi spiritati, del meraviglioso gol di Baggio alla Cecoslovacchia, ricorderemo purtroppo la nuca di Caniggia che buca Zenga in uscita alta nella serata di Napoli durante la semifinale che risveglia tutti gli italiani. Ai rigori, la prima di una lunga serie di sconfitte azzurre. La finalina di Bari ci regala il terzo posto sull’Inghilterra.

Caniggia gela l'Italia
Caniggia gela l’Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1994

Il campionato

Terzo titolo di fila per il Milan di Capello, nella stagione in cui il Parma va più vicino al sogno scudetto, grazie ad uno Zola superlativo. La classifica marcatori vede il secondo titolo consecutivo per Giuseppe Signori, punta della Lazio.

Le convocazioni

Arrigo Sacchi mischia il blocco Milan a quello del Parma. Poche le sorprese, come il ritorno di Nicola Berti grazie all’ottimo finale di stagione con l’Inter e la presenza di Massaro, 12 anni dopo Spagna ’82, stavolta come punta pura.

Così al Mondiale

La squadra zoppica un po’ nel primo turno: perde al debutto con l’Eire, batte in 10 la Norvegia e pareggia con il Messico. Baresi si rompe il menisco. Negli ottavi la Nigeria viene piegata solo in extremis e con grande sofferenza. Poi la Spagna e la Bulgaria. Roberto Baggio si scrolla di dosso l’etichetta di delusione del torneo. Infinite critiche per Sacchi che relega il miglior attaccante italiano, Signori, a centrocampista esterno. La finalissima, contro il Brasile, ci condanna ancora. Maledetti rigori.

1998

In campionato

Come spesso si è verificato nell’anno pre-mondiale, il titolo va alla Juventus. Ma è soprattutto la stagione della rincorsa di Roberto Baggio al suo terzo Mondiale. Con la casacca del Bologna segna ben 22 reti, record personale. Tra le fila juventine si compone un grande duo offensivo: Del Piero-Inzaghi. Capocannoniere è Oliver Bierhoff (Udinese).

Le convocazioni

Baggio convince Maldini senior e viene contrapposto subito a Del Piero, titolare designato insieme a Vieri. Il portiere scelto da Maldini, Peruzzi, si fa male in ritiro e lascia la porta a Pagliuca. Ritorna l’eterno Beppe Bergomi, al quarto Mondiale. Ravanelli, convocato, si ammala e viene sostituito da Chiesa.

Così al Mondiale

Buono il girone, con le vittorie contro Camerun e Austria dopo il 2-2 iniziale con il Cile. Negli ottavi viene battuta la Norvegia, mentre nei quarti con la Francia, ancora una volta, usciamo ai rigori. Vieri segna ben 5 reti in 5 gare. Del Piero-Baggio diventa la staffetta per eccellenza 28 anni dopo Mazzola-Rivera.

Di Biagio si dispera dopo il rigore sbagliato
Di Biagio si dispera dopo il rigore sbagliato

 

 

 

 

 

 

 

 

2002

Il campionato

Il famoso 5 maggio: prima dell’ultimo turno, la classifica recita Inter 69, Juventus 68, Roma 67. La Lazio gela 4-2 all’Olimpico le speranze tricolori dei nerazzurri, che avevano recuperato Ronaldo in corsa. La Juventus, vincendo a Udine, conquista un tricolore insperato.

 

5 maggio 2002
5 maggio 2002

 

 

 

 

 

 

 

 

Le convocazioni

Grosso modo Trapattoni conferma il gruppo che con Zoff era arrivato ad un passo dal sogno europeo. Vieri si riprende il posto da prima punta, mentre stavolta Roby Baggio (che aveva completato un recupero lampo da un infortunio al ginocchio per il suo quarto Mondiale) rimane a casa: la decisione del Trap spacca l’opinione degli appassionati.

Così al Mondiale

La prima fase vede Bobo Vieri, sulla scia di quattro anni prima, bomber puntuale.  Gli azzurri passano dopo la vittoria sull’Ecuador esordiente, il pareggio con il Messico e la sconfitta con la Croazia. Negli ottavi, la famigerata direzione dell’ecuadoriano Byron Moreno contribuisce ad un’altra Fatal Corea: stavolta è il golden gol di Ahn a mandarci a casa.

Lo scandaloso arbitro Byron Moreno
Lo scandaloso arbitro Byron Moreno

 

 

 

 

 

 

 

2006

Il campionato

È ancora la Juventus a trionfare, davanti all’Inter. Questo è ciò che avviene sul campo: infatti, in seguito alle indagine su Calciopoli, i bianconeri vengono privati del titolo e retrocessi per la prima volta in B. La vittoria viene ceduta all’Inter seconda, tra mille polemiche.  Il Messina, retrocesso, venne ripescato. Fiorentina e Lazio escluse dall’Europa.

Le convocazioni

Marcello Lippi porta ai Mondiali il primo oriundo dagli anni ’60: è l’argentino Camoranesi. Trovano spazio anche alcuni giocatori del Palermo. Il gruppo sembra maturo e promettente: la batteria d’attacco – Toni, Inzaghi, Del Piero, Gilardino, Totti e Iaquinta – è un mix di esperienza con fame di vittorie. La coppia centrale difensiva è ancora Cannavaro-Nesta.

Così al Mondiale

I buoni segnali arrivano subito con le vittorie su Ghana e Repubblica Ceca ed il pari con gli USA. Negli ottavi un rigore di Totti in pieno recupero ci fa andare avanti, i quarti con l’Ucraina vedono un secco 3-0 con doppietta di Toni. Si comincia a sognare: la bellissima semiifinale con la Germania, battuta ai supplementari, rievoca trionfi del passato. All’ultimo atto di Berlino, la Francia che ci aveva buttato fuori nel ’98 e portato via al fotofinish l’Euro 2000 è finalmente battuta. Come? Ai rigori, finalmente! Il penalty decisivo, che gli regalerà gloria sportiva perenne, lo realizza Fabio Grosso. L’Italia vince il suo quarto Mondiale. Altro ricordo di quel giorno, la testata di Zidane a Materazzi che porta ad un’ingloriosa espulsione del campione che gioca la sua ultima partita.

Fabio Grosso, eroe mondiale
Fabio Grosso, eroe mondiale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2010

Il campionato

È l’anno del triplete nerazzurro. Gli eroi dell’Inter si chiamano Javier Zanetti (eterno capitano), Wesley Sneijder (all’annata della consacrazione) e Diego Milito (bomber micidiale). Ma si guadagna la copertina il tecnico Josè Mourinho: per lui, successo e addio. Il capocannoniere della Serie A è Antonio Di Natale, 29 reti nell’Udinese.

Le convocazioni

È il Mondiale del Lippi-bis, tornato sulla panchina azzurra dopo la parentesi Donadoni. Alcuni iridati del 2006 sono solo l’ombra degli eroi di Berlino. Cannavaro in primis. Trovano posto alcuni volti nuovi (Bonucci, Marchisio, Bocchetti, Maggio, Criscito) e le speranze offensive sono affidate a Di Natale.

Così al Mondiale

Una delle peggiori campagne iridate dell’Italia. Da campioni in carica ad un’ingloriosa uscita al primo turno. I due pareggi con Paraguay e Nuova Zelanda fanno sentire più di uno scricchiolio. La meritata sconfitta per 3-2 contro la Slovacchia ci rispedisce in patria. A poco conta il bellissimo pallonetto di Quagliarella, uno dei gol più belli del torneo. Lippi, in una conferenza stampa ormai celebre, si assume ogni responsabilità del fallimento e toglie il disturbo.

La fatal Slovacchia
La fatal Slovacchia

 

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Cagliaritano, classe '81. Pazzo per Brera, Guerin Sportivo e Panini. Da anni membro di MP: principalmente ed inevitabilmente, per scrivere sulla storia del calcio. Italiano ed internazionale.