Storie di Provincia: le stagioni dell’Ancona in A, da Detari a Jardel.

Al principio degli anni ’90, nell’intervallo tra il mondiale italiano di Schillaci e Mattheus e quello americano di Baggio e Romario, dal versante adriatico della penisola, arrivò una squadra sino ad allora inedita nella massima serie: l’Ancona di Vincenzo Guerini. Con un pareggio per 1-1, conquistato sul campo del Bologna, l’Ancona aveva guadagnato il diritto a giocare nella serie A dei grandi la stagione 1992-93.

L’organico della promozione fu confermato per la maggior parte e rinforzato con due stranieri: il pittoresco argentino Zarate, fratello dell’ex laziale, dotato di una velocità “alla Caniggia” e di una folta chioma al vento, ma di non altrettanta tecnica (nel corso della stagione fu poi “tagliato” e rimpiazzato dal difensore slovacco Glonek), e un fuoriclasse discontinuo ma certamente lussuoso per una provinciale: l’ungherese Lajos Detari, il “Platini magiaro”. Tuttavia, durante il campionato, il giocatore che maggiormente si distinse, fu “il condor” Agostini, già protagonista a Cesena e vice- Van Basten al Milan, autore di 11 reti.

La partenza dell’Ancona fu terribile, con pesanti sconfitte contro il Torino (4-1), in casa con la Samp (2-3) e a Firenze (7-1). Il primo punto arrivò con il pareggio interno ottenuto contro il Napoli. La prima vittoria, alla settima di campionato, fu per 3-0 contro il Foggia di Zeman, seguita due settimane dopo dal rotondo 5-1 al Brescia.
Ma il successo più importante, fu quello giunto alla decima di campionato, in occasione dell’ inaugurazione del nuovo stadio Del Conero: 3-0 all’Inter, sotto una pioggia battente.
Di seguito, il tabellino dell’incontro:

ANCONA – INTER: 3-0
ANCONA – Micillo, Mazzarano, Lorenzini, Pecoraro, Glonek , Bruniera, Lupo (dal 41′ s.t. s.v. Fontana), Ermini, Agostini, Detari, Caccia (dal 42′ s.t. s.v. Sogliano). ALLENATORE: Guerini

INTER – Zenga, Bergomi , De Agostini , Berti, Ferri, Battistini, Bianchi (Abate dal 36′ p.t. ), Shalimov, Pancev (dal 16′ s.t. Paganin), Sammer, Fontolan. ALLENATORE: Bagnoli

ARBITRO: Bettin di Padova SPETTATORI: paganti 10.014, incasso 505.095.000 lire; abbonati 5.455, quota 198.285.573 lire NOTE: espulso Zenga. Ammoniti: Ermini, Ferri e Lupo.
MARCATORI: Detari al 20′ p.t.; Detari al 30′ , Lupo al 39′ s.
t.

Così il giornalista Gigi Garanzini chiosava su Detari, sulle pagine del Corriere della Sera: “Su quest’ acquitrino ha danzato calcio l’ unico vero campione in campo, il tanto chiacchierato Detari. L’ unico a capire che sull’ acqua non si lancia il pallone, lo si gioca: a patto, evidentemente, di avere in dote piedi da campione”.

Qui, il video della gara

Il torneo dell’Ancona seguitò senza ulteriori importanti colpi di coda e si concluse con una retrocessione al penultimo posto, davanti al solo Pescara. Tuttavia la stagione non era stata completamente negativa e la squadra aveva sempre lottato, nei limiti delle proprie forze.

Nell’anno successivo, per l’Ancona giunse un altro traguardo importante, sebbene non coronato dalla vittoria: la finale di Coppa Italia raggiunta dalla serie B, in cui i dorici dopo aver eliminato Giarre, Napoli, Avellino, Venezia e Torino, furono infine sconfitti dalla Sampdoria, dapprima pareggiando onorevolmente per 0-0 in casa e poi crollando 6-1 nella gara di ritorno a Marassi.

Dieci anni dopo, nella stagione 2003-04, l’Ancona tornò in serie A promossi al termine di un’ottima stagione sotto la guida di Gigi Simoni. Ma questa volta, la stagione, sebbene conclusa sempre con una retrocessione, fu ben povera di soddisfazioni.
Transitarono nella rosa dell’Ancona molti giocatori come il giovane Goran Pandev, Dino Baggio (ormai l’ombra del giocatore che era stato dieci anni prima), i bomber navigati Ganz, Hubner, Luiso e Paolo Poggi, il giovane Bucchi ed il discontinuo croato Rapajic. Un tourbillon di apparizioni e di giocatori, alcuni dei quali, come il difensore francese Bruce Dombolo, dimenticati anche dagli annali.
Tuttavia, la squadra non fu mai in corsa per la salvezza e raccolse solamente 13 punti in 34 giornate.

L’episodio simbolico della disfatta fu l’ingaggio della stella brasiliana Jardel. Bomber di caratura europea, imbattibile nel gioco aereo, a lungo corteggiato dalle squadre italiane, Jardel giunse ad Ancona in un momento topico della propria parabola personale – provato dalla separazione con la bellissima moglie -, che lo aveva visto decadere atleticamente e professionalmente. Giunto ad Ancona nel gennaio del 2004, l’attaccante brasiliano si presentò tremendamente sovrappeso. “Salverò l’Ancona, datemi due-tre settimane e sarò al top della mia forma fisica”, le sue parole all’arrivo.
Come se non bastasse, al momento di salutare i tifosi, prima dell’incontro contro il Perugia, lo sbadato Jardel si diresse sotto la curva dei tifosi ospiti.

Al momento dell’esordio contro il Milan, la critica è impietosa: “Stendiamo un velo di silenzio in rispetto di quello che è stato”. Dopo appena 3 presenze, Jardel viene rispedito al mittente.
In occasione di Ancona – Roma, uno striscione dei tifosi biancorossi gli confezionò l’epitaffio professionale: “Lardel”.

Altrettanto infruttifera fu l’alternanza di allenatori: da Leonardo Menichini (storico vice di Carlo Mazzone, l’allenatore inizialmente avvicinato dall’Ancona ma poi mai accomodatosi in panchina, per via dei sopravvenuti dissidi con la tifoseria, invisa a Mazzone per i trascorsi ascolani), a Nedo Sonetti e Giovanni Galeone. La prima vittoria, per 3-2 nei confronti del Bologna, arrivò solo alla 29° giornata e fu seguita da un solo ulteriore successo, alla penultima di campionato, contro l’Empoli.

Di seguito, il tabellino della vittoria contro i felsinei (allenati proprio da quel Carlo Mazzone che la tifoseria non aveva voluto), forse la maggior soddisfazione del torneo per l’Ancona.

ANCONA-BOLOGNA 3-2

ANCONA: Marcon; Bolic, Esposito, Baggio D. (20′ st Sommese), Sogliano (14′ pt Sartor); Goretti (18′ st De Falco), Helguera, Andersson, Rapaic; Bucchi, Pandev. In panchina: Hedman, Milanese, Zavagno, Ganz – Allenatore: Galeone.

BOLOGNA: Pagliuca; Zaccardo, Natali, Moretti; Meghni (14′ st Guly), Nakata, Amoroso (14′ st Colucci), Pecchia (14′ st Signori), Sussi; Locatelli; Tare.
In panchina: Pansera, Troise, Gamberini, Loviso. – Allenatore: Mazzone.

Arbitro: Saccani di Mantova.
RETI: 12 pt Nakata (rigore), 26′ pt e 11′ st Rapaic; 6′ st Bucchi, 19′ st Tare.

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Nasce nel 1972 a Roma, dove vive, lavora e tifa Fiorentina. Come Eduardo Galeano, ritiene che per spiegare a un bambino cosa sia la felicità, il miglior modo sia dargli un pallone per farlo giocare.