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Il Lucerna non trova pace: caccia al sostituto di Häberli

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A Lucerna, la vittoriosa partita contro il Basilea, che ha chiuso il girone d’andata, ha complicato la situazione anziché il contrario, come sarebbe stato lecito attendersi. Infatti, all’ora di pranzo del 16 dicembre, il club, come da Tweet sotto riportato, ha esonerato il tecnico Thomas Häberli protagonista (suo malgrado) di un difficile girone d’andata.

Tante le ragioni: sicuramente, i risultati sportivi (sei sconfitte di fila in campionato) hanno inciso non poco sul destino del tecnico. Tuttavia, nella conferenza stampa successiva all’esonero, il direttore sportivo Meyer ha sottolineato come il problema non fosse tanto nei risultati, ma nelle prestazioni della squadra.

La notizia non è stata presa benissimo, nell’ambiente. Molti tifosi (e non solo: anche il potentissimo Blick ha preso posizione in tal senso) hanno puntato il dito sul direttore sportivo che, nelle ultime stagioni, ha fatto fuori ben tre allenatori. Intendiamoci: non che in altri posti abbiano fatto meglio (pensiamo a Sion e Lugano). Tuttavia, almeno nel caso dei ticinesi, alla scelta è sempre stato seguito un miglioramento delle prestazioni, perlomeno a medio termine.

A Lucerna, al di là dei problemi sociatari, dei quali avevamo già parlato nelle scorse settimane, sono convinti di avere una buona squadra, a livello di organico. E questa sensazione è condivisa da tanti: lecito, quindi, chiedere allo staff tecnico gioco e risultati positivi. In realtà, i risultati non sono arrivati (anche se gli svizzero centrali sono ancora in corsa per la Coppa svizzera, dove affronteranno, come nella scorsa stagione, lo Young Boys in casa), così come il bel gioco.

Lecito un cambio d’allenatore in questo caso? Certo: ma a non piacere è stato il modo. I tifosi (e non solo loro) non perdonano al direttore sportivo del club di avere prima mollato il tecnico, criticandolo davanti a tutti. Poi non è piaciuto per niente l’avere prima subordinato la sua riconferma a un risultato positivo contro il Basilea (cosa normale, tutto sommato), per poi cacciarlo, nonostante la vittoria. Di fatto, l’ambiente ha recepito tutto ciò come un comportamento sleale o, addirittura, come la speranza che la squadra soccombesse di nuovo davanti ai fortissimi renani, per poter giustificare l’allontanamento dell’allenatore.

Insomma, una situazione abbastanza caotica. Nell’incontro con la stampa, successivo all’esonero, lo stesso direttore sportivo e il presidente del club lucernese non hanno spiegato sino in fondo le ragioni della scelta, giustificandola come normale avvicendamento, dovuto ai risultati non positivi, e dribblando alcune domande scomode dei giornalisti presenti, cone riferito dal Blick.

Certo, sono usciti alcuni particolari inediti. La conferenza è andata in diretta streaming: durante la stessa, Meyer ha ammesso che ci sono stati screzi nel gruppo, in questa prima metà della stagione. Sono stati fatti i nomi di Blessing Eleke e Marvin Schulz. Tuttavia, nulla era stato fatto trapelare all’esterno. Di sicuro, la dirigenza del club è stata chiara e, per la prima volta, vista la classifica, si è parlato di una possibile retrocessione: “Gli obiettivi sono cambiati: dobbiamo allontanarci dalla zona spareggio. In definitiva, si tratta di lottare per mantenere la categoria” ha dichiarato Meyer.

Già, ma con quale allenatore? Le voci sono molteplici. Pochi giorni fa, siamo stati contattati dalle Marche perché, secondo alcuni spifferi, il Lucerna sarebbe stato sulle tracce nientemeno che di Guillermo Abascal, ex tecnico di Lugano e Chiasso, attualmente alle giovanili dell’Ascoli, dove vanta un curriculum di tutto rispetto (11 vittorie in 14 incontri). La notizia sembrava essere fondata, visto che è stata ripresa addirittura dal Televideo della RAI.

Abbiamo però tranquillizzato i nostri contatti marchigiani: in Svizzera interna, accanto ai nomi degli esonerati recenti (Fabio Celestini e Stéphane Henchoz) si parla soprattutto di René van Eck, già secondo di Ludo Magnin allo Zurigo. L’ex terzino tatuato, da queste parti, è un mito: vanta infatti oltre 200 presenze in biancoblù, con i quali vinse un’incredibile finale di Coppa svizzera, nel 1992, superando il Lugano favorito, visto che gli svizzero centrali erano appena retrocessi.

Lucerna è piccola. Qualcuno, secondo il Blick, avrebbe visto l’olandese (non proprio una persona che passa inosservata, vista la prestanza fisica, i capelli lunghi e i tatuaggi ovunque) in macchina con Remo Meyer. Sarà suggestione: ma Van Eck potrebbe essere il nome giusto.

Prima di tutto, conosce bene il calcio svizzero, ha lavorato coi giovani ed è, per i tifosi, una figura aggregatrice. In una situazione difficile, con tanta distanza tra società e appassionati, potrebbe essere il nome che unisce, e un punto fermo dal quale ripartire.

Premesso questo, ci dicono che Bernhard Alpstaeg, vale a dire l’uomo forte della società, avrebbe invece una forte preferenza per lo spagnolo passato dal Ticino. Il quale, oviamente, sul proprio profilo Twitter, non commenta, dando appuntamento ai suoi tifosi per il 2020, con lo stile e la professionalità che lo hanno sempre contraddistinto nel suo passato ticinese. Tutte cose che, in Svizzera centrale, apprezzanoAffaire à suivre, quindi, come si dice oltreconfine.



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