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I troppi pensieri di Fonseca: analisi di Roma-Spezia


La Roma ha subito l’ennesima debacle in Coppa Italia in questi ultimi dieci anni. Abituati a ben altri risultati in questa competizione, i tifosi romanisti hanno visto la propria squadra eliminata prematuramente. Contro lo Spezia il rigore convertito da Pellegrini e il pareggio di Mkhitaryan non sono bastati per portare la qualificazione a casa. È la seconda volta che i giallorossi hanno condotto una partita ai supplementari nella storia del torneo. La prima volta fu proprio contro gli spezzini e nell’occasione persero sempre 4-2, ma alla lotteria dal dischetto.

Il protagonista per questa sfida è sicuramente stato Saponara, autore di una doppietta. Tuttavia alcuni errori della difesa avversaria lo hanno aiutato. L’emblema di queste disattenzioni causate dalla poca disciplina è il secondo gol bianconero. Molto bello il tiro a giro di prima, ma la linea dei difensori troppo bassa e malmessa lo ha lasciato praticamente libero di agire. Kumbulla e Cristante, non molto adatto a questo ruolo come ha già più volte dimostrato, invece di salire per tenere subito d’occhio gli attaccanti, non si sono nemmeno messi a coprire gli spazi dopo la perdita del possesso.

Non sono comunque gli unici a essere disastrosi nella partita e soprattutto non sono gli unici ad avere colpe per una difesa disorganizzata. Fonseca dovrebbe riformulare del tutto la propria idea di marcatura. A ogni contropiede, a ogni attacco la Roma fatica a chiudere e a recuperare palla. L’uscita killer di Pau Lopez testimonia questa confusione dietro. Non avendo scampo, pur di non subire una rete, lo spagnolo è uscito rimediando un’espulsione. Non l’unica della serata, ma quella decisiva che deve allertare l’allenatore per la sua disorganizzazione, anche fuori dal campo.

Il portoghese si è infatti immaginato nella propria testa una nuova regola della FIGC, venendo contestato perfino dal suo capitano. Per rimpiazzare il portiere espulso ha fatto uscire Cristante per Fuzato, però sforando con i cambi concessi dalla federazione. Nel medesimo momento ha fatto un altro cambio, il sesto, con due giocatori di movimento. In alcune competizioni è presente una sostituzione aggiuntiva dopo i 90′ regolamentari, mentre in Italia ne rimangono ancora cinque. Pellegrini è andato pure a dirlo al proprio tecnico, non riuscendo comunque a convincerlo a desistere. Qualora avessero passato il turno, un 3-0 a tavolino li avrebbe di certo condannati.

Anche nel gol dell’ex Daniele Verde la difesa è stata colta impreparata dal cross di Dell’Orco. Nonostante in area tutti fossero pronti per staccare di testa e spazzare, la palla è finita sul capo dell’attaccante. Bruno Peres, che in questo caso aveva una visione migliore degli altri compagni, invece di anticipare Verde ha preferito fare lo spettatore. La colpa ovviamente non può ricadere solo su di lui, ma questo rimarrà sempre l’errore più lampante del match, essendo la rete quella decisiva.

L’impreparazione dei giallorossi è stata sfruttata a dovere dallo Spezia che ha registrato un risultato storico. Per la quarta volta accederà ai quarti secondo i dati Opta. I ragazzi di Italiano hanno saputo mantenere il risultato, anche se perfino sotto porta la Roma ha mostrato ancora poca organizzazione. I tanti tiri fuori dallo specchio non sono serviti a nulla, se non a frustrare di più la squadra.

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