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Ronaldo trascina la Juventus e raggiunge Pelé


Cristiano Ronaldo grazie alla rete nel finale sullo Spezia si è riconfermato bomber della Juventus e della Serie A. Per lui in questo campionato sono già ben 20 gol che gli hanno fatto raggiungere Pelé nella classifica all-time del calcio a 767 reti. Queste cifre stratosferiche sono ancora più impressionanti se pensiamo all’epoca e a tutti gli altri traguardi portati a casa dal fenomeno portoghese. Un’epoca dalla qualità sicuramente molto più alta rispetto a quella dei tempi della leggenda brasiliana, di Bican, in testa alla classifica, o di Romário, (forse) la prossima vittima di CR7.

Come abbiamo già trattato, Pelé col Santos affrontava squadre che ancora oggi non hanno uno status professionistico e lo stesso si può dire di Bican. Già Romário può essere comparato meglio a Cristiano Ronaldo, viste le loro carriere e le realtà più vicine. Entrambi hanno delle medie pazzesche nei maggiori tornei internazionali, anche se le partite leggermente più numerose dell’attaccante bianconero portano con sé più prestigio. L’attuale senatore carioca ha tra le statistiche 20 reti in 32 partite, di cui 15 in sole 17 apparizioni con il PSV, dove in totale ha segnato 128 gol in Champions League. Questi numeri si contrappongono ai 134 gol in 175 sfide di Cristiano.

MARKETING O SPORT?

Nonostante gli olandesi fossero una buonissima squadra e il campionato olandese non fosse così mediocre come oggi, non è assolutamente equiparabile al lavoro svolto da Ronaldo negli anni. Lui ha sempre lavorato per vincere in campo e dominare a suon di record. Il prestigio di Romário fa leva sul bel ricordo che i brasiliani hanno di lui e della grande notorietà costruita durante il suo periodo da Rei do Rio. Questo era una specie di reality show nella vita reale creato dalla stampa carioca che fomentava la rivalità tra i quattro principali club della città. Confrontare Ronaldo e Romário è come confrontare un personaggio storico e un personaggio (per quanto grande) dello showbiz.

Dai tempi del Real Madrid in poi Cristiano Ronaldo ha deciso di fare non solo il suo lavoro in modo eccezionale, ma ha preso consapevolezza dei suoi mezzi. Il “milésimo” di Romário era quasi un gioco per divertirsi. Il portoghese ha invece preso sul serio la possibilità di poter mettersi al dito l’anello di migliore di sempre, così come per Lionel Messi. La loro fame e i loro stimoli hanno messo in scena una delle rivalità (vere) più belle di ogni sport e forse di ogni ambito sportivo. Agonismo puro prima del marketing che comunque arriva per chiunque nell’era digitale. Forse Cristiano Ronaldo ha dalla sua l’aver cambiato vari club, tra cui la Juventus.

L’ERA DIGITALE

Proprio quest’era caratterizzata da informazioni di ogni genere rende i traguardi di Ronaldo più unici. Giocare contro avversari, che conoscono a menadito quello che potrebbe succedere in campo e di conseguenza prepararsi, obbliga a cambiare spesso le proprie mosse e le proprie tattiche. Fidarsi e lasciare spazio ai compagni nel momento giusto diventa anche più cruciale. Anni fa una squadra poteva contare su alcuni calciatori fondamentali costruendo attorno un organico mediocre. Negli anni ’10 del 2000 abbiamo visto come tutti abbiano le qualità per giocarsela alla pari, anche con l’avvento di un calcio totale.

NON SOLO GOL…

Perciò non solo i gol, ma anche gli assist hanno accompagnato la sua carriera e l’ascesa nell’Olimpo del calcio. Ronaldo ne ha forniti 267 in quasi 20 anni di attività, di cui 41 con la Seleção portoghese. La nazionale era uno dei suoi nervi scoperti, forse lo è ancora anche dopo l’Europeo vinto. Spesso si sente parlare che per essere tra i migliori c’è bisogno di vincere una Coppa del Mondo, quando invece è solo un torneo di pochi giorni che non sempre raggruppa i migliori calciatori di una determinata epoca. Molte volte si trovano nazionali costituite da giocatori nemmeno professionisti o provenienti da confederazioni di basso livello.

La Champions League potrebbe essere invece reputata come il torneo migliore attualmente, viste le sfide tra campioni mondiali. CR7 in bacheca ne ha collezionate cinque, risolvendo le partite più ostiche e facendo dei gol fantastici. Nel 2016, quando il Real Madrid ha trionfato a Milano, Cristiano aveva battuto ai quarti con una tripletta in solitaria il Wolfsburg che all’andata aveva vinto 2-0. Due anni più tardi Ronaldo si è preso la standing ovation dai suoi futuri tifosi della Juventus per un gol in rovesciata, un’esecuzione perfetta. Come del resto è perfetto anche lui in ogni aspetto, dalla dieta all’allenamento fino al minimo dettaglio, cosa sottovalutata quando si parla del migliore di sempre.





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