Giudice Sportivo, che stangate: dieci giornate di squalifica

Ancora un episodio da condannare sui campi italiani, mano pesante della giustizia sportiva: lo stop è di dieci turni.

Periodo di lavoro straordinario per arbitri e giudici sportivi che stanno assistendo alle scene più disparate, peccato che la maggior parte di queste siano assolutamente da condannare e non abbiano fatto altro che portare i protagonisti delle vicende a fare i conti con delle maxi squalifiche: l’ultima vedrà il tesserato del club costretto ad uno stop lungo dieci turni.

Calciatore squalificato per dieci giornate
Maxi squalifica, dieci giornate di stop (Ansa) – Mondopallone.it

Mano pesante? Nemmeno troppo visto quello che ha combinato. Si sta lottando con grande insistenza per fare in modo che certi atteggiamenti non esistano più, in campo e nelle vita, ma la strada verso una società migliore sembra ancora lontana. Purtroppo è proprio attraverso il calcio e lo sport che spesso si vede il livello di maturità di un’intera popolazione.

E, a quanto pare, in Italia siamo ancora ben lontani dall’essere un esempio. Sfortunatamente non si tratta di un episodio isolato ma solo dell’ultimo di una lunga serie. La speranza, perciò, è che le stangate siano ancora più pesante. Molti credono che le dieci giornate di squalifica non saranno sufficienti per far schiarire le idee al calciatore.

Scene di ordinaria follia in campo: calciatore costretto ad una maxi squalifica

Ancora una scena da condannare sui campi delle categorie minori, questa volta è successo tutto nella Promozione siciliana. Più precisamente nel Girone D dove ad aver fatto i conti con l’ira del giudice sportivo è stato un calciatore tesserato del Misterbianco Calcio, club situato a pochi passi da Catania, che ora dovrà fare a meno di un prezioso elemento.

Maxi squalifica per insulti razzisti
Perde la testa in campo, arriva la maxi squalifica (Ansa) – Mondopallone.it

Squalifica da incubo per il calciatore che si è reso protagonista di insulti e offese a sfondo razzista nei confronti di un avversario. Il suo fare discriminatore gli è costato l’allontanamento dai campi da gioco per 10 giornate, praticamente l’equivalente di circa due mesi e mezzo. La speranza è che possa servirgli per non compiere più gesti simili ma la paura è che sarebbe stato necessario qualcosa in più.

Ennesimo scempio sui campi dilettantistici nostrani che da qualche tempo sono tornati a far parlare di sé, purtroppo non per il bel calcio ma per spiacevoli vicende come questa. Tra insulti, scazzottate e arbitri aggrediti, se ne stanno vedendo davvero di tutti i colori. L’auguro è che sia la Federazione stessa a scendere in campo per dire basta con tutto questo.

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