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Lo Sheffield United rischia di diventare la peggior squadra di sempre in Premier League


Due punti conquistati, appena 8 gol fatti e 29 subiti in 17 giornate. Sono tempi così bui in casa Sheffield United che ormai, più passa il tempo, più si fa spazio l’impressione che in questa stagione bisognerà presto pensare a godersi fino in fondo l’esperienza in Premier League, perché di speranze di salvezza ce ne sono sempre meno. Ieri, a Selhurst Park, le Blades si sono arrese senza nemmeno riuscire a dare troppa battaglia a un Crystal Palace reduce da un periodo non semplice (1 punto nelle ultime tre gare): un gol di Schlupp subito a sbloccare la gara e un capolavoro di Eze, partito dalla sua metà del terreno di gioco palla al piede e facendosi da solo tutto il campo, saltando gli avversari come birilli, hanno chiuso il discorso già alla fine del primo tempo.

La ripresa, di fatto, è diventata una formalità per i padroni di casa, con i ragazzi di Wilder che non ci hanno nemmeno provato. Complice anche la sfortuna, con la squadra decimata da infortuni e problemi, tanto da avere una panchina di appena 6 effettivi. Nessuna gioia, se non l’esordio del ragazzino Antwoine Hackford a 16 anni e 288 giorni: il primo 2004 della storia della massima serie inglese.

Ai tifosi dello Sheffield verrà quasi nostalgia nel rivedere la classifica dello scorso anno arrivati a questo punto della stagione: pur con una rosa di tanti “inesperti” di Premier League, la squadra era settima in classifica con 25 punti, sognando addirittura l’Europa da vera e propria rivelazione dell’anno. Wilder era l’allenatore del momento, tanto che qualche indiscrezione l’aveva addirittura avvicinato all’Arsenal poche settimane prima dopo l’esonero di Emery. Solo voci, probabilmente, ma che sono state sufficienti per garantirgli un rinnovo fino al 2024 a 675 mila sterline all’anno, destinate a diventare 1.5 milioni nell’eventuale rinnovo del 2025. In fondo, quello Sheffield United era la sua creatura, presa in League One e riportata in massima serie in pochi anni, pur con un budget modesto (grazie alla proprietà del saudita Abdullah bin Musa’ad bin Abdulaziz Al Saud).

Ci sono pochi dubbi sul fatto che le Blades della scorsa stagione, un muro difensivo eccezionale (solo Liverpool e Leicester City avevano subito meno gol a questo punto della stagione) e con un attacco capace di segnare i gol necessari, senza abbondare, per portare a casa i tre punti, fossero andate al di là delle proprie reali capacità. L’entusiasmo del primo anno, ma anche dei risultati sorprendenti, era alle stelle, diventando carburante partita dopo partita. Ma pochi si sarebbero aspettati un crollo così verticale nell’arco di pochi mesi.

In estate è stata sostanzialmente confermata la squadra dello scorso anno, con un’unica, significativa differenza: il talentuoso portiere Dean Henderson, reduce da una stagione di miracoli e prestazioni solide, era tornato al Manchester United, proprietario del cartellino. Gli investimenti non sono nemmeno mancati, visto che alla fine della sessione estiva le Blades avevano speso 62 milioni di euro. Il vero dubbio è se questi soldi siano stati spesi bene: di fatto, 40 milioni sono andati per Ramsdale, preso dal Bournemouth per sostituire Henderson, e il giovane Brewster, teoricamente il giovane talentino chiuso al Liverpool e alla ricerca di una squadra in cui esplodere. Ma se il primo ha fornito prestazioni discrete, il secondo è già considerato un flop: 14 presenze, 0 gol e 0 assist. Il resto degli acquisti, sono state sostanziali scommesse: dal mancato nuovo Bale Burke agli ex Derby County Bogle e Lowe e al prestito di Ampadu dal Chelsea.

Visti i risultati, le scelte fatte sembrano essere completamente sbagliate. E ora, oltre a sperare in una salvezza complessa, lo Sheffield United deve anche provare a evitare di firmare un record da incubo: quello della peggior squadra di sempre in Premier League. E gli 11 punti conquistati dal Derby County nella stagione 2006/2007, attualmente detentore di questo triste riconoscimento, sembrano anche tanti: alla 17esima giornata di quell’annata, i Rams avevano conquistato 6 punti, contro i 2 attuali dello Sheffield. Oggi rimangono solo le conferenze stampa di un imbronciato Wilder, che può sperare in un aiuto solo dal mercato invernale e di riuscire a ritrovare la serenità dell’anno scorso. Ma il tempo stringe e il rischio di una retrocessione umiliante avanza a grandi passi.





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